L’IA può scrivere un buon libro noir?
By profbertino / Maggio 21, 2026 / Nessun commento / Libri
L’intelligenza artificiale può sostituire davvero la scrittura di un autore?

Se ne sta discutendo molto in questi giorni, sia sui social che al salone dell’editoria di Torino.
L’intelligenza artificiale è uno strumento che può aiutare uno scrittore nella stesura di un romanzo? Quanto è lecito usarla? Sarà il futuro dell’editoria?
Come sempre ci si divide tra puristi, che considerano l’IA il diavolo, possibilisti, che la considerano uno strumento utile per velocizzare la revisione tecnica del testo, entusiasti che accolgono a braccia aperte questo nuovo, miracoloso strumento.
Io, da self publisher povero, quindi senza la possibilità di rivolgermi a un esperto di editing, appartengo alla seconda schiera. La considero utilissima per correggere ortografia e sintassi, trovare ripetizioni, ridondanze, ecc., insomma per svolgere quella parte di lavoro che prima trovavo noiosissima.
Per quanto riguarda le mie storie preferisco essere io scriverle, belle o brutte che siano. Mi sembrerebbe di rubargli l’anima a rielaborarle con un software, di togliere quella parte che le rende, appunto, le mie storie.
Per quanti milioni di romanzi una IA possa assimilare, per quanto possa imitare alla perfezione lo stile di un autore, voglio credere che non riuscirà mai a emulare quell’indefinibile ingrediente che è la creatività umana.
Ciò non toglie che sia uno strumento prezioso, specie per chi, come me, fa tutto da solo e non ha una casa editrice alle spalle.
Chiedere all’AI in quale vicolo di Genova sia più facile depositare un cadavere di notte o, come ho fatto recentemente per il nuovo libro in cantiere, una mappa della Genova sotterranea, non credo costituisca peccato mortale. Si tratta solo di un modo più rapido di fare ricerche che porterebbero via molto tempo.
La cosa divertente, e anche confortante per certi versi, è che l’IA mi precisa che non può aiutarmi a commettere un reato ma se si tratta di una finzione letteraria allora va bene.
Credo che le case editrici ormai facciano un largo uso dell’intelligenza artificiale in modo molto meno soft di quanto faccia io, un problema che causerà una grande perdita di posti di lavoro occupati da esseri umani che hanno contribuito alla riuscita di un buon libro.
Editor, correttori di bozze, revisori del testo, lettori di manoscritti, sono occupazioni che verranno presto svolte dall’IA, se già non lo sono e questo non può essere considerato positivamente.
Per rispondere alla domanda posta nel titolo, no, l’IA non può scrivere un buon libro noir, perché le manca l’anima e l’interiorità per andare a scandagliare gli angoli bui della società e della mente di un criminale.
All’IA manca la motivazione interiore che spinge uno scrittore a mettersi davanti al computer o a prendere una penna e inventare un mondo, manca la magia della scrittura.
