Con A esequie avvenute, Massimo Carlotto rimette in strada l’Alligatore e lo fa nel modo che i lettori di noir preferiscono: niente romanticismi, niente misteri da salotto, solo persone sbagliate nel posto sbagliato, con soldi e paura che dettano le regole. L’Alligatore è stanco, solo, Beniamino non riesce a superare il dolore della morte della compagna e cerca di riscattarsi rischiando la pelle. Solo Max la Memoria conserva una ingenua fiducia nel futuro.

Loris Pozza è un uomo ricco, senza problemi. Quando la sua giovane amante moldava, Aliona, viene rapita e arriva una richiesta di riscatto fuori scala, Pozza fa l’unica cosa sensata che può fare: si rivolge a Marco Buratti, l’Alligatore. Buratti accetta, affiancato da Max la Memoria e Beniamino Rossini, perché questo è il loro mestiere: muoversi dove la legge non entra e dove la parola data conta più di un contratto.

Il problema è che il sequestro non segue le regole. I passaggi non tornano, i soldi attirano troppa gente, e il sottobosco criminale del Nordest si rivela per quello che è: un groviglio di interessi, rancori e opportunismi pronti a esplodere. Ogni tentativo di risolvere la faccenda aggiunge uno strato di violenza, fino a rendere chiaro che non tutti vogliono davvero che la storia finisca bene.

Il nord est viene ancora una volta dissezionato da Carlotto e la diagnosi è impietosa e tragica. Una terra di mostri grandi e piccoli, i secondi peggiori dei primi. L’avidità, l’ipocrisia e la mancanza di pietà la fanno da padrone in questo microcosmo, dove violenza e corruzione sono la regola.

Carlotto non scrive per rassicurare. Qui non c’è l’indagine brillante né la rivelazione finale che rimette a posto il mondo, non c’è il colpo di genio né redenzione. L’Alligatore è un professionista stanco ma coerente, uno che cerca la verità anche quando la verità è inutile o pericolosa. E soprattutto non giudica: registra, prende atto, va avanti. Anche quando il dolore di una perdita lo dilania.

La scrittura è secca, senza orpelli. Dialoghi brevi, atmosfera fredda, tensione che cresce non per colpi di scena ma per accumulo. È il noir che nasce dall’attrito tra persone e soldi, dove ogni scelta ha un costo e nessuno esce pulito.

 A esequie avvenute è Carlotto allo stato puro: un romanzo che scorre veloce ma lascia il segno, dove nessuno vince e ci sono solo sconfitti. È una storia sul prezzo della coerenza e sul valore dell’amicizia, in un mondo che non li contempla più.

Consigliato a chi ama il noir vero, quello che colpisce allo stomaco. Qui le esequie sono già state celebrate. Quello che resta, è il conto da pagare. Nessuno è innocente.

Un grande romanzo.