Il crime italiano è meglio
By profbertino / Aprile 8, 2026 / Nessun commento / Crime, Libri
Ho letto il primo libro di Patrick Fogli, Lentamente prima di morire, e ho deciso di condividere alcune riflessioni.

Io amo il noir e il crime americano, da Chandler a James Ellroy che considero due grandi maestri.
In mezzo ci sono autori di bestseller che scrivono romanzi stereotipati, con colpi di scena pilotati e trame inverosimili, vendendo milioni di copie con storie che si somigliano l’una all’altra.
C’è anche un autore italiano, che non nomino, considerato un grande giallista, e autore di mistery, che vende in tutta Europa. Non lo nomino perché mi è simpatico, ma i suoi romanzi funzionano regolarmente per tre quarti, poi crollano miseramente con inutili finali all’americana.
Ho letto in questi giorni il primo romanzo di Patrick Fogli, Lentamente prima di morire, e sono rimasto folgorato.
Il romanzo è del 2009 ed è un esordio straordinario. In una Bologna affascinante e decadente, malinconica e indifferente, viva e inerte, si dipana una vicenda costruita magistralmente che tiene il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Non è un romanzo tutto azione, anche se l’azione non manca. A colpire è l’approfondimento psicologico dei personaggi, i colpi di scena inaspettati anche per un divoratore seriale di libri noir come me, la capacità di passare dal triller, al noir, al crime nella stessa storia.
Alcune parti sono decisamente crude, violente, impietose ma è una violenza funzionale al racconto e mai gratuita.
Il libro è una riflessione profonda sulla colpa, sulle conseguenze che le nostre azioni possono avere su di noi e su chi ci sta vicino, su dove può arrivare un uomo per vendicare o salvare chi ama.
La prosa è elegante, lontana dalla rapidità nevrotica dei bestseller americani, le parole si insinuano a poco a poco nella mente fino a creare dipendenza. Siamo di fronte a un autentico page turner.
Il commissario Riccardi, protagonista disincantato e disperato, resta nella memoria ed è tornato in uno dei romanzi più recenti dell’autore, Le chiavi di casa.
Patrick Fogli è uno degli ideatori di Scritture degeneri, manifesto letterario di cui ho parlato in un precedente articolo del blog. Dopo la lettura di questo libro comprendo la sua rabbia e quella di Carlotto, la frustrazione di chi fa un lavoro ben fatto, mostra il suo talento e non riesce a raccogliere quanto merita, superato da influencer e autori che finiranno per essere sostituiti da una IA.
Fogli no, lui è di quelli che restano.
