Un altro noir sui generis per Robecchi. Tornano i due killer più una del romanzo precedente, con l’umorismo nero dell’autore e un critica sociale tagliente.

Robecchi è uno scrittore che ha il dono raro di unire un’ironia tagliente e una capacità di costruire romanzi che sorprendono, divertono e fanno riflettere.

Omicidi Srl è un altro, riuscitissimo, episodio delle avventure di Quello con la cravatta e del Biondo, due killer che applicano le regole del marketing e dell’economia all’omicidio. E qui la metafora è fin troppo scoperta senza bisogno di ulteriori spiegazioni.

Dovrei dire due più una, perché a loro si unisce la collega del romanzo precedente destinata, probabilmente, ad allargare definitivamente la ditta.

Robecchi prende in giro ferocemente il mondo dell’arte e quello delle cacciatrici di dote, manifestando ancora una volta l’avversione per l’upper class italica.

L’autore apre una finestra sulle vite private dei due killer. Quello con la cravatta è sposato con una moglie gelosa, ha un figlio adolescente sarcastico e sprezzante verso il mondo degli adulti e si barcamena con esilaranti trovate per mantenere il segreto sul suo lavoro.

Il biondo ha una storia di quasi amore con una entraineuse disincantata, che accetta quello che lui può offrirgli, conquistandolo a sua insaputa.

Della terza killer poco sappiamo, se non che è il deus ex machina che toglie dai guai i nostri eroi quando la situazione diventa critica.

Un romanzo originale e godibilissimo, uno scrittore che riesce a non accusare cadute di tono e a rinnovarsi a ogni nuova uscita.